Life per il Sile
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Azione C6 Controllo e eradicazione della specie Procambarus clarkii e altri NICS

Il Gambero di fiume Austropotamobius pallipes (Lereboullet, 1858) autoctono per le acque dolci italiane è un crostaceo dall'aspetto robusto con carapace generalmente granuloso dotato di un solo paio di creste post orbitali. L'habitat naturale di Austropotamobius pallipes è rappresentato da fiumi e torrenti con acque correnti e limpide, caratterizzate da un elevato tenore di ossigeno, dure, ricche di carbonati di calcio e temperature non superiori ai 23°C. Esso predilige fondali coperti da ciottoli o limo. Dalla seconda metà del XX secolo le popolazioni di Gambero di fiume in molti bacini italiani, tra cui quello del Sile, risultano in estrema rarefazione. Il principale fattore di minaccia per la specie è la competizione con specie astacicole esotiche (Non Indigenous Crayfish Species - N.I.C.S.) introdotte tra cui le principali sono: Gambero rosso della Louisiana Procambarus clarkii, (Girard, 1852), Gambero americano Orconectes limosus (Rafinesque, 1817), Gambero turco Astacus leptodactylus (Eschscholtz, 1823) e Gambero della California Pacifastacus leniusculus (Dana, 1852). La maggior parte di tali specie, contrariamente ad Austropotamobius pallipes, presenta esigenze ridotte e maggiore velocità di accrescimento, ovvero risulta essere maggiormente adattabile e meno sensibile. Queste caratteristiche di rusticità permettono alle specie alloctone di sopraffare e soppiantare la specie autoctona di Gambero di fiume. Il pericolo di diffusione delle specie aliene di gambero è incombente, grazie anche alla notevole plasticità di adattamento P clarkii, ad esempio, tollera il prosciugamento quasi completo dei corpi idrici e resiste in acque decisamente scadenti in quanto è in grado di sfruttare per la respirazione anche l'ossigeno atmosferico esponendo le branchie all'aria. Un'altra problematica generata dalle specie alloctone è la loro veicolazione di malattie, tra queste: l'afanomicosi o "peste dei gamberi", malattia causata dal fungo Aphanomyces astaci; la ruggine o "burn spot" che si manifesta con delle ulcerazioni rosso-brune dell'esoscheletro; la Theolaniosi, comunemente nota come "malattia della porcellana" a causa della colorazione lattiginosa assunta dalla muscolatura addominale, è causata dal microsporidio Thelohania contejeani. Secondo i Piani di Gestione delle Z.P.S. IT3240011 Sile: sorgenti, paludi di Morgano e S. Cristina e IT3240019 Fiume Sile: Sile Morto e ansa a San Michele Vecchio, Austropotamobius pallipes fino a più di cinquanta anni fa era presente nel corso del Sile e probabilmente anche in alcuni suoi affluenti. Sembra che sia ancora presente qualche popolazione relitta presso le risorgive di alcuni affluenti del Sile; nel 2004 si sono catturati degli esemplari nella zona del basso Sile a Sant'Elena. Le specie astacicole aliene come P. clarkii sono ben insediate valle della città di Treviso, tanto che sono state fatte diverse osservazioni nei tratti di fiume Sile compresi nei comuni di Silea, Casier, Casale sul Sile, Roncade e Quarto d'Altino, presenze confermate da anche dalla più recente Carta ittica. Anche nella zona di Sant'Angelo, nell'alto corso, durante i controlli per il progetto anguilla si sono rinvenuti diversi esemplari di questa specie. Secondo la D.G.R. n. 2371, Allegato A, del 27 luglio 2006, le Z.P.S. IT3240011 e IT3240019 rientrano nella Classe Omogenea 3, sottoclassi A, B e C. Tra i principali obiettivi di conservazione si persegue la tutela delle specie che presentano particolari problematiche. Nell'elenco delle specie è compreso Austropotamobius pallipes, ed in particolare per la Z.P.S. IT3240011 gli obiettivi di dettaglio sono la ricerca della specie; la riqualificazione dei corsi d'acqua con abbattimento degli inquinanti ed un progetto pilota per la reintroduzione della specie.

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